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Diavolo che scrive al pc

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martedì 2 febbraio 2021

La sintesi della parabola cinquestellata

 Si era partiti da qui.

Poi si è sguazzato così.


Poi si è precipitati così.

Infine si è arrivati qui.


Tante CARE(LLI) cose.




venerdì 7 giugno 2019

Verminaio





Signori miei, se l'attuale classe dirigente italiana non prende a pretesto l'enorme verminaio che sta emergendo sul CSM (di cui, intendiamoci, tutti sapevano tutto), sulle nomine dei magistrati pilotate per la sede di Roma, sui rapporti incestuosi tra certa magistratura e certa politica, sul finto buonismo di certe istanze etico-moraleggianti portate avanti da chi non ne ha alcun titolo, etc., per porre finalmente un argine alla dittatura della magistratura, almeno di certa magistratura, vuol dire che l'Italia si merita tutto questo.
Che porta a questo.


Poi non lamentatevi se alle elezioni partecipano sempre meno votanti.
Ringraziate il Cielo che ancora ci siano, piuttosto, e non si passi a modi più spicci per risolvere i problemi.

sabato 8 settembre 2018

Il tweet di Salvini vi seppellirà



A mio avviso questo provvedimento e quello sul sequestro di ben 49 milioni di euro in tutto il territorio nazionale comunque facenti capo alla Lega (Nord) costituiscono due degli atti più eversivi dell'ordine costituzionale repubblicano mai compiuti.
Alla pari c'è forse solo il famoso avviso di garanzia ricevuto a Napoli nel '94 da Silvio Berlusconi, finito immancabilmente nel nulla com'era ovvio che finisse, ma che è quello che ha indirizzato veramente il corso delle cose politiche degli ultimi 24 anni.

mercoledì 18 luglio 2018

Bertolaso ancora una volta vincitore

























Ritornare alla stretta attualità giudiziaria, stavolta in positivo, mi (e ci) riporta a pensieri meno cupi rispetto a quelli avuti negli ultimi tempi, anche se non certo meno amari.
Mi limito a copincollare qui un'informativa di ieri dell'ANSA.


"++ Grandi rischi bis: Bertolaso assolto in appello ++
(ANSA) - L'AQUILA, 17 LUG - La Corte d'Appello dell'Aquila ha assolto l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso nel processo bis alla Commissione Grandi Rischi. I giudici di secondo grado hanno confermato la formula della sentenza di primo grado. Bertolaso, ex commissario per l'emergenza terremoto, era accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni in quanto, per l'accusa, sarebbe stato responsabile della comunicazione di false rassicurazioni sul rischio sismico che la Commissione avrebbe fornito il 31 marzo 2009."


Non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti, dopo tutto quello che ho scritto al riguardo in questi anni. 
Vi faccio solo una domanda: avete visto, letto, sentito il mainstream mediatico nazionale dare a questa notizia la stessa, identica importanza, enfasi e rilievo dati a suo tempo alle incriminazioni a carico dell'ottimo Guido Bertolaso? 
La risposta datevela da soli. 
Hanno rovinato un validissimo servitore dello Stato per infami lotte politiche di sottobosco. 
Vigliacchi.












venerdì 9 febbraio 2018

I doppiopesisimi fanno incazzare i Mario Rossi, non solo i Traini



Assolto perché "il fatto non sussiste".
Punto.

Per certe accuse farlocche è stato mandato a mare un gioiellino come la nostra Protezione Civile e messo alla gogna per anni un onesto, capace e carismatico uomo di Stato come Guido Bertolaso.
Si vergogni chi ha creato tutto questo.
E chieda scusa, prima di sparire per sempre nell'oblio.



Altra cosa.
Minniti ha detto di aver posto un freno agli sbarchi perché ha temuto che potessero nascere tanti casi Traini.
Ebbene, caro ministro, si sbaglia.
Se continuate a sottovalutare così il problema non saranno i pochissimi squilibrati come Traini quelli di cui dovrete preoccuparvi, ma i tanti Mario Rossi che cominciano ad averne le palle piene del vostro doppiopesismo penale, ma soprattutto valoriale, ideologico e politico.
Se poi avrete persino il coraggio di sotterrare sotto la sabbia la sconvolgente vicenda della povera Pamela...
Ma li avete letti i riscontri giornalistici trasversali sull'autopsia effettuata sulla ragazza?
Il 4 marzo sarà solo un assaggio.

Per saperne di più:



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domenica 9 luglio 2017

L'ennesima vittima del concorso esterno in associazione mafiosa





Bruno Contrada è stato un valentissimo poliziotto, un agente segreto, dirigente generale della P.S., capo della Mobile di Palermo, capo della sezione siciliana della Criminalpol, fino ad essere il numero due del SISDE, il servizio segreto civile, con un curriculum impressionante di successi nella lotta alla criminalità organizzata e non solo, promozioni a raffica, onorificienze in proporzione...

Sicuramente un uomo con un pelo sullo stomaco lungo così, certo non uno stinco di Santo se lo paragoniamo ai personaggi cinematografici tra l'idealista ed il fessacchiotto alla James Stewart: un poliziotto duro, scafato, abituato a sporcarsi le mani, uno che posso benissimo anche pensare che l'essere giunto a contatto con certe realtà criminali possa pur aver reso cinico, spietato, magari insensibile a determinate sollecitazioni buoniste.
Insomma, non certo un frescone come l'Ispettore Cogliandro né un riflessivo metodico come Hercule Poirot, ma semmai un duro alla Commissario Cattani, forse addirittura un autentico figlio di puttana all'Ispettore Callaghan.
D'altronde, parliamoci chiaro, può uno così operativo assurgere a certe vette di carriera, in settori così strategici della struttura statuale, con un carattere a modino, tutto perfettino, tutto casa e chiesa, sempre attento a non infrangere le regole, timoroso, mai un passo più lungo della gamba???
No che non può!
E infatti, puntuale, il 24 dicembre 1992 (la Vigilia di Natale, pensate!!!) la sua carriera è stata azzoppata da un'assurda accusa di concorso esterno in associazione mafiosa!
Sempre lui, il reato che non esiste, quello che in barba a tutte le norme costituzionali non è codificato per iscritto espressamente, tassativamente, nominativamente in alcuna legge penale, un assurdo giuridico e del buon senso inventato di sana pianta da una magistratura ormai onnipotente ed irresponsabile, che confonde la sociologia un tanto al chilo con il diritto, la politica con la pena, l'ideologia con la giustizia!
Mi sono già pronunciato su quest'autentica mostruosità giuridica (v. QUI), che non fa che colpire in genere, guarda il caso, chi è in quel momento estraneo ed inviso al potere vero, che non sempre coincide con chi è al governo e spesso si identifica invece con certo mondo ideologico-politico-giornalistico-giudiziario, per cui non mi dilungherò su di esso: se volete, andate sul link.
Ma il fatto qui è un altro.


Il fatto è che questo eccellente servitore dello Stato è stato condannato in primo grado a 10 anni, poi assolto in appello, successivamente la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza di assoluzione rinviando il processo nuovamente alla Corte d'Appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna, con sentenza divenuta esecutiva nel 2007.
Così questo signore, una volta potentissimo, riverito, temuto, stimato, è andato in galera: ogni suo successivo ricorso per tornare in libertà è stato respinto, puntualmente, sistematicamente, inesorabilmente, inderogabilmente, fino...
Fino al 7 luglio 2017.
Quando la Corte di Cassazione, ancora lei, sul ricorso dell'Avv. Stefano Giordano, ha cassato il provvedimento della Corte d'Appello di Palermo che aveva dichiarato inammissibile una richiesta di incidente di esecuzione del legale, motivata sulla sentenza della CEDU (la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) che nell'aprile 2015 aveva ritenuto che per fatti avvenuti prima del 1994 non fosse possibile in alcun modo condannare nessuno per un reato così virtuale e mal definito (per i particolari v. QUI).
Ebbene, contrariamente alla ennesima valutazione negativa data dalla corte palermitana la Cassazione ha dichiarato "ineseguibile ed improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna" a carico di Contrada (v. QUI).
Contrada è stato così liberato.
Dopo 25 anni di agonia giudiziaria.
Dopo 10 di galera.
Scontati tutti.
Dal primo all'ultimo giorno.

Quest'uomo, per una sentenza di condanna che non doveva essergli inflitta, è stato destituito dalla Polizia, ha perso lo stipendio, è stato privato persino del diritto di voto.
Ha avuto la morte civile. 
E lo Stato italiano se l'è cavata dandogli solo 10.000 euro a titolo di danni morali dopo la sentenza della CEDU!

Bruno Contrada non è stato che l'ennesima vittima di questo reato totalitario.
Come il Generale Mori.
Come tante altre vittime "eccellenti" della giustizia italiana.
Come Tortora.
Come Bertolaso.
Come Berlusconi.
Chi restituirà a Contrada, a Mori, a tutti gli altri, tutti questi anni di pena ingiusta, di stress psico-fisico, di danni materiali e morali?
Chi gli restituirà l'Onore perduto?
Quell'Onore per il quale lo stesso Contrada è giunto ad invocare la sua fucilazione alla schiena come traditore, se veramente la sua condotta avesse integrato gli estremi di un reato così grave???

C'è gente che sulla base di queste assurde vicende giudiziarie pompate ad arte ci ha costruito fruttifere carriere da intellettuale, politiche, giornalistiche...
Uno di questi è proprio il p.m. che ha avviato il procedimento di primo grado contro Contrada.
Un p.m. che per fortuna ora non lo è più.
(E che per inciso sta passando i suoi guai pure lui...)
Non lo menziono nemmeno, perché non si merita ulteriore pubblicità (mi limito a rimandarvi QUI).
Per uno che proprio in questo momento sta forse cominciando a pagare le sue inchieste a capocchia, tanto spettacolari quanto puntualmente finite in nulla (ma non ne sarò sicuro fino a quando l'inchiesta a suo carico non sarà finita), ce ne sono tanti, troppi, che ancora pontificano dall'alto di un Pulpito che non si meritano, con una spocchia degna di miglior causa, riveriti, protetti e spesso stipendiati da un fronte giornalistico-politico-ideologico-giudiziario ben preciso.
Vergognatevi.
Tutti.
  


venerdì 9 giugno 2017

Mori assolto





Il Generale Mario Mori, fondatore dei R.O.S. dei Carabinieri, grandissimo paladino dell'antimafia, lo sgominatore del Clan dei Corleonesi, un servitore dello Stato allo stesso livello di Falcone e Borsellino, è stato assolto definitivamente dall'accusa di favoreggiamento alla mafia nella vicenda dell'indagine su Bernardo Provenzano.
Dopo nove anni.

Un'assoluzione che segue a quell'altra identica stavolta dovuta per la vicenda della presunta ritardata perquisizione del covo di Totò Riina.
Resta in ballo la ormai risibile vicenda della presunta trattativa Stato-mafia, per la quale è già stato assolto in via definitiva Calogero Mannino, unico ad aver scelto il giudizio abbreviato.
Ma vedrete che anche qui Mario Mori sarà assolto.

Un giusto riconoscimento alla sua cristallina ed esemplare carriera di grande servitore dello Stato, che con queste incredibili inchieste ha conosciuto un vergognoso stop, con tutte le conseguenze in danno all'Italia oltre che ovviamente sulla sua persona che possiamo intuire.



Mi metto sull'attenti davanti a Lei, Generale.
Tutti si devono mettere sull'attenti davanti a Lei.
L'invidia, la gelosia, gli sporchi giochi di potere alla base di tali ridicole accuse non hanno per fortuna avuto la meglio.
Hanno tentato di impiccarLa al ramo più alto, ma non ci sono riusciti.



Ma qualcuno dovrà pagare per questo scempio.
Punto.

Per saperne di più:

venerdì 30 settembre 2016

Tre su tre!





















Il giudice del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, ha ASSOLTO l'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso dall'accusa di omicidio colposo plurimo e di lesioni "PER NON AVER COMMESSO IL FATTO" al processo Grandi Rischi Bis in merito al sisma dell'Aquila del 6 aprile 2009.

SIAMO A TRE SU TRE!
(Si vedano i miei altri due post sull'argomento, Dott. Bertolaso, è contento vero??? e E due!).

L'accusa, risibile, era sostanzialmente quella di non aver avvisato preventivamente la popolazione abruzzese per il terremoto che di lì a pochi giorni avrebbe devastato l'Aquila e le zone vicine.
Bertolaso era accusato di aver organizzato "un'operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente", come emergeva da un'intercettazione fatta sul suo telefono mentre parlava con l'assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati, prosciolta anche lei, nel convocare la Commissione Grandi Rischi all'Aquila il 31 marzo 2009, solo pochi giorni prima della devastante scossa sismica che avrebbe distrutto il comprensorio aquilano e non solo.
Sulla base di questa autentica scemenza, a-scientifica (nessuno al mondo a tutt'oggi è in grado di prevedere i terremoti, men che meno a giorni di distanza), illogica (basta sentire con animo sereno l'intercettazione) e senza alcun riguardo per la storia personale e professionale di uno dei più grandi servitori dello Stato degli ultimi vent'anni, si è imbastito il solito corto-circuito mediatico-giudiziario che ha portato ad infangare, con Bertolaso ed il premier di allora e suo mentore Berlusconi, la straordinaria opera messa in atto dalla Protezione Civile in quei terribili e tristi giorni del post-sisma, prima pietra di una ricostruzione che si è bloccata a metà dopo il folgorante avvio per la cinica opera di delegittimazione dei soliti noti, con effetti che perdurano ancora adesso e con gente (meglio, gentaglia) che da allora è assurta dalle note a margine del sottobosco politico abruzzese alle cronache nazionali anche del gossip senza alcun merito, facendosi bella solo e protetta solo dal suo conclamato antiberlusconismo.
Adesso vedremo che miracoli farà il ripescato Vasco Errani, chiamato da Renzi a fare il commissario alla ricostruzione per il sisma di Amatrice, probabilmente solo per rabbonire un acerrimo sostenitore del NO al referendum, com'era stato finora l'ex presidente della regione Emilia-Romagna...

Con questa assoluzione, ottenuta da Bertolaso, caro Fatto Quotidiano, rinunciando alla prescrizione e persino ai propri testi a difesa, bastando per ottenerla solo quelli portati avanti dall'accusa e dalle parti civili, siamo a tre assoluzioni su tre per l'ex capo della Protezione Civile!
Adesso possono dire quel che vogliono, ma questa sentenza di assoluzione è un'autentica pietra tombale sulla questione, per come è stata formulata e per le modalità processuali con cui si è giunti alla sua determinazione.
Una sentenza che pesa come un macigno sulla coscienza collettiva del paese e soprattutto di diversi soggetti ben identificati che ancora oggi pontificano un giorno sì e l'altro pure dall'alto dei loro giornaloni del cavolo e non solo...




Dopo sette anni però cosa resta?
Abbiamo rovinato la serenità e perso i servizi di un grande servitore dello Stato, distrutto un sistema perfetto di Protezione Civile che tutto il mondo ci invidiava, interrotto a metà un lavoro magnifico come quello che si stava facendo nel 2009, screditato tutto un mondo scientifico nazionale che non se lo meritava, e avviato anche a partire da qui quella valanga mostruosa che avrebbe portato, quel maledetto novembre del 2011, alla fine del Governo Berlusconi e ad un interregno di governi imposti dall'alto, ligi solo nel mettersi a 90° davanti agli interessi di potenze ed organizzazioni straniere.
Un interregno che ancora non trova fine.

Qualcuno dovrebbe pur avere un minimo di pudore e vergognarsi.
Ma non lo farà.

P.S.
A me Vauro ha dato sempre di sporco.
Forse è per questo che vede merda dappertutto, anche nelle torte di compleanno altrui.
È il suo humus abituale.
Come quello dei lombrichi, mangiacacammerda per definizione.

Per saperne di più: 

lunedì 4 luglio 2016

I versetti del Corano potete ficcarveli proprio lì!


Cari amici, ce ne sarebbero di cose da dirsi su questi ultimi giorni di fine giugno/inizio luglio...
Parto dalla vergognosa condanna all'ergastolo di Massimo Bossetti, ovvio esito di un caso mediatico con pochi precedenti in Italia, quello dell'orrendo omicidio di Yara Gambirasio, per il quale la procura ha impegnato tutte le sue energie giocandosi la faccia su un'esilissima traccia di DNA di origine mai identificata (ma di sicuro non sangue né sperma), fortemente contestata sul piano procedurale oltre che nel merito, con a mio parere fondate ragioni, e che comunque nulla prova in merito ad un'eventuale commissione dell'omicidio da parte dello sventurato muratore.

giovedì 23 giugno 2016

Stavolta l'hanno messo in mezzo


Il primo pensiero è stato: "Peccato, quella di Alex Schwazer era una bella storia di redenzione, un positivo esempio per i giovani e non solo, la plastica evidenza che ci si può sempre rialzare, anche dopo le cadute più brutte, ed invece ora tutto questo sarà sepolto, inverecondamente sepolto dal ritorno del più becero giustizialismo forcaiolo, ma d'altronde cosa ci vogliamo fare, se se le vanno a cercare...Mi dispiace tantissimo soprattutto per quel galantuomo di Sandro Donati, persona moralmente inattaccabile ed assolutamente al di là di ogni sospetto che in questa vera e propria opera di misericordia umana ci aveva scommesso tutto ..."




Poi però ho letto i fatti per come sono andati, ho visto i primi commenti sui media e tra gli atleti, letto le prime dichiarazioni a caldo degli interessati.
Soprattutto, ho visto la conferenza stampa immediatamente convocata da Schwazer, Donati ed i loro legali ed ormai mi sono convinto.
Quest'uomo è innocente.

venerdì 15 aprile 2016

Quanto valgono 22 anni di galera?



L'uomo qui sopra, che piange abbracciato dal suo avvocato, si chiama Giuseppe Gulotta.
Si è fatto 22 anni di galera dopo essere stato accusato ingiustamente di aver partecipato insieme con altri tre coetanei, Gaetano Santangelo, Vincenzo Ferrantelli e Giovanni Mandalà, alla strage di Alcamo Marina (TP), avvenuta il 27 gennaio 1976, quando due carabinieri della locale caserma, il diciannovenne Carmine Apuzzo e l'appuntato Salvatore Falcetta, furono assassinati a colpi di arma da fuoco.
I due carabinieri uccisi,
Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta
Allora l'uomo aveva 18 anni. 
Gulotta e Mandalà vennero condannati all'ergastolo, gli altri due a vent'anni. 
Il disgraziato è' stato assolto nel 2010, insieme con gli altri coimputati, a distanza di 36 anni dai fatti, quando di anni ne aveva ormai 52, a seguito della revisione del processo.
Ora, a 60 anni fatti, la Corte d'Appello di Reggio Calabria ha condannato lo Stato a versare al muratore di Certaldo un "indennizzo" di 6,5 milioni di euro, per "ingiusta detenzione", a fronte di una richiesta originaria di un RISARCIMENTO di 56 milioni.
Il P.M. si è opposto a tale richiesta perché a suo tempo l'uomo avrebbe confessato i fatti attribuitigli.
Che poi le indagini successive abbiano appurato senza ombra di dubbio (ad affermarlo per primo fu l'ex brigadiere Renato Olino)
Renato Olino
che il poveraccio avesse confessato, sì, ma a seguito delle torture subite, questa evidentemente è parsa questione di poco conto...

Ho un'adorazione profonda per l'Arma dei Carabinieri, i tempi erano quelli che erano, era tempo di guerra fredda, c'era un terrorismo aggressivo, una situazione sociale esplosiva, la "strategia della tensione" con il tentativo di fare la "rivoluzione di classe" in Italia, le organizzazioni criminali di stampo mafioso sempre più radicate nel territorio, ed in più l'Arma era comandata all'epoca dal Generale Dalla Chiesa che era uno che su certe questioni andava per le spicce, come i tempi probabilmente richiedevano, ed i morti di quella strage erano purtroppo proprio due carabinieri, ma...
Ma quest'uomo qui si è fatto 22 anni di carcere, e possiamo anche immaginare CHE TIPO di carcere si sia fatto, per poi essere riconosciuto non colpevole e rilasciato con tante scuse dallo Stato italiano.
Certo, 6,5 milioni sono tanti, ma sono in grado di rimediare ad una giovinezza perduta, ad una maturità trascorsa dietro le sbarre, al passare del tempo che ti ha portato via affetti, emozioni, dolori anche, insomma tutto ciò che costituisce una vita?

I quattro condannati per la strage,
riconosciuti innocenti dopo 36 anni.
Guardate le immagini del giovane Gulotta e dei suoi presunti complici e quelle del Gulotta di oggi: sono passati 40 anni da allora, sono filmati e foto in bianco e nero, ormai sfocati, all'epoca c'erano Rumor e Fanfani, Tanassi e Malagodi, Berlinguer e Almirante, non c'era internet, i telefonini erano ben al di là dal venire, il campionato lo vinceva il Torino di Radice, la RAI trasmetteva una sintesi di A e una di B la domenica pomeriggio, lo sport era tutto alla domenica, soprattutto alla radio, e Mercoledì Sport, altro che tivù satellitari e digitale terrestre, Carter vinceva le elezioni americane su Ford, Totti non era ancora nato e Berlusconi era un quarantenne imprenditore milanese che cominciava a mettere su TeleMilano...  
Quanto valgono 22 anni perduti dietro le sbarre?

Giovanni Mandalà è morto per ragioni naturali nel 1998 dopo anni di carcere. 
Gaetano Santangelo si rifugiò in Brasile insieme a Ferrantelli, entrambi con lo status di rifugiati, ma venne arrestato nel 1995 e seguì poi la stessa parabola di Gulotta.
Vincenzo Ferrantelli restò in Brasile e tuttora sembra sia lì.
Giuseppe Vesco
Giuseppe Vesco, un carrozziere di Partinico considerato vicino agli anarchici, colui che aveva in un primo momento accusato gli altri quattro salvo ritrattare dopo poco, fu ritrovato impiccato in cella qualche mese dopo, nonostante avesse una sola mano.

Non si è mai scoperto chi siano stati gli autori della strage.

Per saperne di più:



sabato 28 marzo 2015

Una brutta pagina, ma almeno ne evitiamo una peggiore



Assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
Quella notte hanno combinato di tutto.
Si sono strafatti di ogni cosa, hanno bevuto, hanno ecceduto in tutto e gli si sono allentati tutti i freni inibitori. A leggere i resoconti giornalistici sono rimasto molto colpito dall'immagine di dissoluzione che questi giovani davano di sé stessi: dei ventenni belli, ricchi, viziati persi in un totale vuoto di consapevolezza, dediti solo a riempirlo di piaceri senza scopo.
Non è stata una bella pagina da leggere, ma è successo, probabilmente loro per primi non sanno cosa possa essere capitato e comunque niente e nessuno potrà mai ridare indietro Meredith Kercher viva.
Qualcosa è accaduto, certo, qualcosa di brutto, probabilmente qualcuno ha esagerato, ha perso il controllo, è andato oltre.
Loro erano lì, forse sono stati loro, forse hanno solo visto, forse non si ricordano nulla e forse no, ma (è brutto da dirsi, lo so) cosa fatta capo ha e dopo 8 anni, dopo due sentenze di assoluzione e tre di condanna, l'ultima in appello a 25 anni per lui e 28 per lei, e sempre sulla base delle medesime (non) prove, una giustizia non è più credibile. 











Ora è finito tutto.
La Corte di Cassazione ha definitivamente deciso: annullamento senza rinvio della condanna emessa in appello.

Paga per tutti Rudy Hermann Guede, il nero Guede.
Paga la sua scelta di affidarsi al giudizio abbreviato per sfuggire ad una condanna pesantissima che sembrava inevitabile, ma ha preso pur sempre 16 anni e nessuno di noi sa se, scegliendo invece di andare allo scontro frontale come gli altri due coimputati, sarebbe stato anche lui dichiarato innocente.






La Giustizia ha perso, però.
Non perché ha mandato assolti due individui per molti antipatici, "immorali", sicuri colpevoli prima ancora per ciò che rappresentavano che per ciò di cui li si accusava...
La Giustizia ha perso perché non è stata capace di risolvere un caso che aveva tutti i crismi per essere risolto, perché le indagini sono state condotte male, perché non si possono tenere due persone a bagnomaria per così tanto tempo e costringerle nel frattempo a 4 anni di carcere sulla base di prove che a ciclo alterno vengono ritenute certe e poi no...
E perché resterà sempre il dubbio che Guede sia in realtà innocente, o al contrario che ci siano dei colpevoli comunque impuniti rimasti in giro (non necessariamente Amanda e Raffaele).




Ma comunque ora è finito tutto.
I suoi genitori porteranno sempre questo peso nel cuore, ma Meredith può riposare in pace.
Lei, almeno, può.


Una bella immagine della povera Meredith Kercher

























P.S. Dimenticavo. In questo momento Franco Coppi e Giulia Bongiorno sono I-N-C-O-N-T-E-S-T-A-B-I-L-M-E-N-T-E i due migliori penalisti italiani.

Ma di gran lunga proprio!




sabato 29 novembre 2014

E due!



Quindi, ridendo e scherzando, il buon Guido Bertolaso è stato ASSOLTO anche da un'altra, infamante accusa rivoltagli: quella avanzata da una ditta esclusa dall'appalto per il noleggio di un certo numero di bagni chimici (tanti, eh...) per le esigenze della popolazione abruzzese colpita dal tremendo sisma del 6 aprile 2009.
Il Tribunale di Roma ha infatti disposto l'ARCHIVIAZIONE del relativo procedimento penale avviato a carico di Bertolaso, allora a capo del Dipartimento della Protezione Civile, e di Angelo Borrelli, che ne era il vice capo e direttore dell'Ufficio Amministrazione e Bilancio.
Angelo Borrelli
Di più, il GIP ha messo in evidenza non solo come l'operato di Bertolaso e del suo sottoposto fosse immune da pecche, non solo sia stato efficiente, pronto e perfettamente funzionale a far fronte ad una grave esigenza come quella nata dalla sfortunata tragedia di quella triste giornata, ma abbia addirittura comportato un notevolissimo risparmio di risorse per il pubblico Erario, cioè per tutti noi.
I particolari della vicenda li trovate QUI.

sabato 22 novembre 2014

Non è la prescrizione il mostro da colpire


Non ho elementi certi sulla vicenda giudiziaria della ETERNIT di Casale Monferrato decisa dalla Corte di Cassazione con una sentenza assolutoria per decorrenza della prescrizione che è stata accolta da un coro di sdegno e amarezza, anche se lo stesso Procuratore Generale della Cassazione ha espressamente parlato di "ERRORE GIURIDICO" (!!!) nella qualificazione stessa del reato (v. QUI).

lunedì 20 ottobre 2014

E che vi avevo detto?

Giovedì 9 ottobre, nel mio post "Il colpevole è uno e solo uno" (v. qui), commentando la nuova richiesta di scarcerazione dei difensori di Massimo Giuseppe Bossetti al Tribunale della Libertà di Brescia a favore del loro assistito, accusato dell'ignobile omicidio di Yara Gambirasio, istanza che sarebbe stata discussa il martedì successivo, 14 ottobre, scrivevo testualmente: "(...) Per quanto mi riguarda, l'esito dell'istanza di scarcerazione al Tribunale della Libertà è già scritto".

Come volevasi dimostrare, l'istanza è stata RIGETTATA, esattamente come in precedenza aveva fatto il GIP (v. QUI). 

Io prego perché Bossetti sia veramente colpevole, e lo faccio sia perché se lo fosse sarebbe giusto che andasse in galera e ci restasse il più a lungo possibile, perché un crimine del genere va adeguatamente punito e i due genitori della piccola Yara devono avere questa (piccola, ne convengo) consolazione, sia perché se NON lo fosse qualcuno un giorno dovrebbe alzarsi da quello scranno su cui siede algido e onnipotente e andargli a chiedere scusa, non una ma centomila volte, e dimettersi una volta e per sempre, nell'attesa che la Bontà Divina possa giudicarlo, quando verrà l'ora, con quella serenità di giudizio che qui mi sembra totalmente mancare.

Aspettiamo le motivazioni del provvedimento, di cui per ora c'è solo il dispositivo.
Ma vedrete che si tratterà di cose dette e ridette...

giovedì 9 ottobre 2014

Il colpevole è uno e solo uno










Leggete quest'articolo QUI, per favore.
E indignatevi!









Vorrei riassumere la questione, riallacciandomi a quanto già detto QUI, in un post del 24 giugno scorso (Chi è la bestia? Lui o i suoi accusatori???), che vi invito a rileggere.
Qui abbiamo un tale, Massimo Giuseppe Bossetti, un muratore, una persona comune, come tutti noi, che da ormai quasi quattro mesi vegeta in galera, IN ISOLAMENTO TOTALE (anche e soprattutto per la sua sicurezza, si sa cosa accade in carcere a quelli accusati di certi reati), perchè accusato di un delitto orribile e per il quale, colpevole o innocente che sia, sarà comunque additato per tutta la vita: il rapimento e il successivo omicidio di una ragazzina tredicenne, Yara Gambirasio, di Brembate di Sopra, avvenuto ormai quattro anni fa, il cui corpo è stato ritrovato mesi e mesi dopo, mezzo sepolto e mezzo no, in un terreno in località Chignolo d'Isola, a dieci chilometri dal punto della scomparsa, una zona di cantieri edili, un luogo di passaggio molto trafficato, insomma un posto comunque tutto sommato di facile accessibilità, tanto che il cadavere era ormai molto offeso dal tempo trascorso, dalle condizioni atmosferiche, dagli animali.

sabato 9 agosto 2014

Dott.Bertolaso, é contento vero???



L'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso é stato assolto con formula piena dalle accuse per le mancate bonifiche de La Maddalena lanciategli farneticamente quattro anni fa, con disinvolti addentellati giornalistico-procedurali che hanno gravemente coinvolto la sua privacy e ovviamente sono anche ricaduti sul governo dell'epoca, guidato da immaginate chi.
La richiesta di archiviazione è stata proposta direttamente dal P.M. e prontamente accolta dal GIP.



Immagino che ora a questa notizia verrà dato lo stesso, identico risalto mass-mediatico che venne dato all'epoca delle farneticanti accuse a danno di questo efficientissimo servitore dello Stato, vero?
VERO??????



Per saperne di più:
http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/11670221/G8--inchiesta-bonifiche-La-Maddalena.html#.U-YKImA3oIk.facebook

martedì 24 giugno 2014

Chi è la bestia? Lui o i suoi accusatori???


































Due giorni fa ho avuto una vivace discussione nella bacheca di una giornalista del settimanale GIALLO, mio contatto in fb, e con i suoi interlocutori forcaioli (ma per fortuna non tutti), dopo che la prima aveva postato la copertina della sua rivista appena uscita in edicola.
Questa cosa IGNOBILE che vedete  qui sopra.

domenica 22 giugno 2014

Come in Corea del nord

"La magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l'impunità piena".
Per queste frasi dette in udienza a Napoli, dove è stato sentito in qualità di testimone nel processo Lavitola, Silvio Berlusconi sarebbe sotto attenta valutazione da parte dei p.m. napoletani Colangelo, Piscitelli e Woodcock (proprio lui...) per un'eventuale incriminazione per il reato di oltraggio a magistrato in udienza: si attende solo la trascrizione completa del verbale d'udienza per prendere una decisione in merito e comunque trasmettere il documento al Tribunale di Sorveglianza di Milano, che aveva legato la delibera di affidamento ai servizi sociali di Berlusconi alla precisa prescrizione di non offendere l'ordine giudiziario...



















Ecco, cosa c'è di più confermativo delle parole di Berlusconi di questa notizia?
Una personalità così importante nella storia politica, imprenditoriale, televisiva, sportiva italiana cui viene IMPEDITO, per decreto, a differenza di ogni altro cittadino italiano, come accade solo in Corea del nord, Thailandia, Cuba e paesi simili, di esprimere il proprio legittimissimo parere su una casta che E' E SI SENTE EFFETTIVAMENTE INTOCCABILE!!!.
E le polemiche sulla votazione a sorpresa alla Camera a favore dell'introduzione di una vera responsabilità civile nei confronti dei magistrati colpevoli di aver sbagliato con DOLO o COLPA GRAVE nel loro ufficio lo dimostrano.
Una cosa che LA PRIMA A VOLERE E' L'UNIONE EUROPEA, tra l'altro!






Prima o poi questa dittatura giudiziaria finirà e torneremo a respirare.
Ma sarà sempre troppo tardi.