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Diavolo che scrive al pc

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Tic tic tic tic tic tic

mercoledì 27 luglio 2016

MA LUI NON SI E' INGINOCCHIATO!



Siamo ormai sotto attacco, è evidente.
Ed è altrettanto evidente che le nostre Autorità non sanno che pesci prendere, per essere benevoli.
Questo povero vecchio prete di campagna però ci ha insegnato qual è la via.
Questa volta ci hanno attaccato nel luogo più sacro, nel modo più vile, nel momento più spirituale della nostra Religione, che è insieme il momento più spirituale delle nostra Tradizione, Identità e Cultura popolare.
Ieri hanno attaccato il nostro più puro essere Europei.
I due assassini islamici armati di coltelli e si dice bardati di tutto punto con quelle che potevano sembrare cinture esplosive hanno fatto irruzione, urlando l'ormai solito "Allah Achbar!", nel bel mezzo della sua Chiesa, quella di Saint Etienne du Rowray, vicino a Rouen, in Normandia, mentre stava facendo messa, e hanno preso in ostaggio tutti i presenti, chiudendosi dentro.
Poi hanno preso l'84enne Padre Jacques, gli hanno urlato di tutto in faccia, sembra gli abbiano anche intimato di recitare dei versetti del Corano, ma lui non si è piegato.
Gli hanno intimato di inginocchiarsi.
MA LUI NON SI E' INGINOCCHIATO.
L'hanno sgozzato, per questo.
MA LUI NON SI E' INGINOCCHIATO!

Per saperne di più:


martedì 19 luglio 2016

Golpe? Finto golpe? Autogolpe? Controgolpe?



Non c'è dubbio, Recep Tayyp Erdogan ha le palle cubiche e credo che l'immagine di lui che parla all'intera nazione al telefonino di una giornalista della tv di Stato turca nel bel mezzo del colpo di Stato militare passerà alla Storia come quella di Boris Eltsin in piedi sul carro armato durante il golpe russo del 1990.

venerdì 15 luglio 2016

Io vi maledico




Non ci sono più parole per descrivere lo Schifo, l'Orrore, la Rabbia che pervadono la mia anima dopo l'ennesima strage in terra di Francia.





Una strage compiuta da un cittadino francese di origini tunisine, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, gridando "Allah Achbar!", alla guida di un camion di morte lungo 15 metri e pesante 18 tonnellate, che ha scagliato a 80 chilometri all'ora per ben due chilometri, a quanto sembra sparando anche con una pistola, contro la folla inerme che voleva solo divertirsi, mangiarsi un gelato, fare una serena passeggiata estiva in un giorno di festa.
Che grande atto di coraggio, grandissimo coglione!!!

martedì 12 luglio 2016

Sotto il sole di Sicilia noi combattemmo




"Su Monte Castelluccio ho innalzato un monumento ai miei morti. Ai piedi di esso ho posto una lampada votiva sempre accesa che io solo vedo, come io solo vedo il monumento.  Questa lampada è il mio cuore: io non potrò mai spegnerla finché sarò in vita perché io soltanto so quanto grande e glorioso sia stato il loro sacrificio"(Tenente colonnello Dante Ugo Leonardi, comandante del III°/34° fanteria Livorno)
PROLOGO
Era notte a Gela. 
Scendeva una fitta pioggia.
Taormina era stata attaccata dagli Spitfire inglesi di Malta nella mattina e a metà pomeriggio, con obiettivi il comando tedesco del San Domenico e il ripetitore radio di Castelmola, ma nel tardo pomeriggio B-25 Mitchell ed i B-26 Marauder americani avevano bombardato proprio la piana alle spalle della città, le vicine Butera, Niscemi, Mazzarino (brutalizzata quest'ultima già da una terribile incursione dei cacciabombardieri a due code Lightning alle 10,40), Caltagirone, Acate e anche Caltanissetta.
Nel capoluogo 54 bombardieri avevano battuto a tappeto in due ondate di 27 alle 17,30 e alle 23,00 la Cattedrale, la caserma dei carabinieri, la posta centrale, la corte d'appello, numerosi edifici pubblici e privati: una terza incursione sempre di 27 aerei avrebbe colpito alle 08,00 dell'indomani, e nell'insieme ci sarebbero state addirittura 350 vittime e migliaia tra feriti e sfollati!
Le campane della Chiesa Madre erano suonate a distesa, il segnale dello "stato d'allerta", e la gente era fuggita verso le campagne.

lunedì 4 luglio 2016

I versetti del Corano potete ficcarveli proprio lì!


Cari amici, ce ne sarebbero di cose da dirsi su questi ultimi giorni di fine giugno/inizio luglio...
Parto dalla vergognosa condanna all'ergastolo di Massimo Bossetti, ovvio esito di un caso mediatico con pochi precedenti in Italia, quello dell'orrendo omicidio di Yara Gambirasio, per il quale la procura ha impegnato tutte le sue energie giocandosi la faccia su un'esilissima traccia di DNA di origine mai identificata (ma di sicuro non sangue né sperma), fortemente contestata sul piano procedurale oltre che nel merito, con a mio parere fondate ragioni, e che comunque nulla prova in merito ad un'eventuale commissione dell'omicidio da parte dello sventurato muratore.