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Diavolo che scrive al pc

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Tic tic tic tic tic tic

giovedì 19 gennaio 2017

Cristo non si è fermato sul Gran Sasso!



Non bastavano la nuova ondata di attentati in tutto il mondo, l'uscita di scena pirotecnica ed ignobile del peggior presidente della storia americana, piena di bassezze, trabocchetti, salti della quaglia tesi solo a mettere sin dall'inizio il bastone fra le ruote del neoeletto Donald Trump, non bastavano le nostre miserevoli beghe politiche, l'ormai scatenata caccia all'untore contro chi si opponga al pensiero politicamente corretto del nuovo modernismo radical-chic insieme frù frù e bacchettone, no, tutte queste cose non bastavano...




L'Italia è di fronte ad una grossa prova, amici miei, veramente grossa, e la sta affrontando con una classe dirigente palesemente inadeguata (anche per colpa nostra, sia ben chiaro). 
Il 2017 minaccia di essere sin d'ora il turning point per l'Italia, sotto tutti i punti di vista, e forse non solo per lei. 
Un po' me l'aspettavo, è vero, ma non così.
Così fa veramente male.

Dobbiamo farcela da soli, amici miei, perché sulla nostra attuale classe politica non c'è da fare alcun affidamento.
Con l'indegno spettacolo di oggi stiamo assistendo al tracollo infrastrutturale, ideale, plasticamente visibile di tutto un sistema...
Un sistema normativo, quello che non permette mai di agire con rapidità, efficienza, operatività se non infrangendo norme su norme, una più assurda dell'altra, fatte solo per inibire, regolamentare, consentire speculazioni ai soliti noti, in nome però, ca va sans dire, della lotta alla corruzione, del contrasto agli sprechi, dell'efficientamento delle risorse...
Un sistema di governo, che per invidia, gelosia del potere, bassa cucina politica, ideologismi fuori tempo massimo ha distrutto un autentico gioiello, la nostra protezione civile, che tutto il mondo ci invidiava, in odio a due persone, Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso, che col magnifico lavoro all'Aquila del 2009 avevano finito per spaventare tutto un mondo politico vecchio, decrepito, pieno di livore, che si è vendicato in breve tempo, mandando entrambi a casa con accuse infamanti e smentite dai fatti e dal diritto, vendendoci allo straniero, portandoci a dove siamo ora...
Un sistema di governo talmente marcio e in mala fede da aver affrontato l'emergenza terremoto in Centro Italia, sin dal 24 agosto scorso, al grido di "Non faremo come all'Aquila!"
E infatti si è visto.

Ma a collassare con le case, le strade e le montagne del Centro Italia è stato anche il sistema della nostra protezione civile, appunto, quello che prima era guidato con felicissimo piglio da una sola persona, di indubbie e riconosciute capacità professionali, umane, morali come Guido Bertolaso e che ora è affidato alle mani improvvide di una diarchia, composta da un tecnico, tale Fabrizio Curcio, di cui pure mi parlano bene, e sul lato politico da un vecchio rottame della politica, Vasco Errani, di professione funzionario di partito, ex governatore dell'Emilia Romagna, le cui uniche referenze sono quelle di aver ben governato (ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh?????????) l'emergenza terremoto dell'Emilia Romagna del 2012, quella che ho vissuto io in prima persona.
Un terremoto, quello dell'Emilia, di cui, nei tg nazionali, si dimenticano sempre quando fanno l'elencazione di tutti i sismi in Italia negli ultimi 100 anni, e sapete perché?
Perché, si dice, lì siamo a posto, quelli dell'Emilia sono bravi, se la cavano da soli, hanno già risolto tutti i problemi!
Ed infatti ecco che hanno mandato Errani a fare il commissario del terremoto in Centro Italia...
Una convinzione che in realtà è un'emerita puttanata, ecco cos'è!
Solo chiacchiere e distintivo, un'autentica falsità ma propagandata ad arte dai soliti media compiacenti!

E quindi cosa succede? Succede che per evitare di fare in tempi rapidi le odiate "new towns" berto-berlusconiane, quelle che dopo poche settimane hanno consentito a migliaia di sfollati aquilani di ritrovarsi nuovamente un confortevole tetto sotto la testa, in una casa vera, con tutte le pertinenze a posto, gli elettrodomestici, i mobili, gli interni allo stato dell'arte, edificata con criteri antisismici, hanno invece avviato le lentissime procedure solite, che alla fine finiscono per favorire le solite cooperative che sappiamo; hanno inquisito per abuso edilizio quelli che pur di fare in tempo prima dell'inverno hanno inteso farsi a proprie spese la casa e la stalla dove ricoverare gli animali; hanno rimediato alle emergenze coi soliti cointainers e le solite tende modello Belice, e non messo in sicurezza strade, ponti, nulla di nulla in attesa dell'esito dei relativi bandi di appalto (tempo stimato per i primi interventi: sette mesi!)
Ed il risultato lo vedete adesso, in tempo reale.
Con i sorteggi per assegnare le poche casette approntate, con gli spazzaneve bloccati per la mancanza di conducenti, quelli che si fermano per strada per la fine del gasolio, con i mezzi che non possono andare avanti perché sprovvisti di idonee catene antineve...
Devo proseguire???
Errani, a parte le passerelle sui tg, che fa? 





Un capolavoro, guardate!
Un capolavoro del male, ma un capolavoro!
Però, dice Maria Elena Boschi, si è data finalmente concretezza ad un "sogno", ad una riforma che "tutta Italia voleva": le unioni civili.
Ma andate a cagare, tutti, dal primo all'ultimo!

L'immagine all'inizio raffigura un Crocifisso ghiacciato sul Gran Sasso, dov'è avvenuta la tragedia dell'albergo travolto dalla slavina innescata dalle nuove, fortissime scosse di ieri mattina.
Ma state attenti, se c'è un Dio, be' se c'è Lui vi guarda.
Non crediate di scantonare.
Lui è lì, tra le genti del Centro Italia, tra i coraggiosi uomini della Guardia di Finanza e del Soccorso Alpino che nella notte, rischiando la vita, hanno raggiunto con gli sci i resti dell'albergo Rigopiano distrutto, è tra gli autisti dei mezzi di soccorso che hanno affrontato le strade circondate dai muri di neve ghiacciata per cercare di salvare gli eventuali scampati, è tra i volontari della Protezione Civile,  i vigili del fuoco, i nostri soldati, la Croce Rossa, persone come noi che salvano uomini, case, animali.





Cristo non si è fermato sul Gran Sasso.
Cristo scava tra le macerie insieme a loro.



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