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Diavolo che scrive al pc

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Tic tic tic tic tic tic

venerdì 3 maggio 2019

Un selfie non si nega a nessuno





Oggi a Modena in Piazza Mazzini ho incontrato questo tizio, che, proclamandosi ammiratore del FORCONE DEL DIAVOLO, mi ha chiesto di farci un selfie.
Non potevo dire di no ad una simile, così cortese richiesta, non credete?

venerdì 26 aprile 2019

Tra un po' ci siamo




Ormai cari amici ci stiamo arrivando.
Ormai il mainstream mediatico non fa nemmeno più finta di essere dispiaciuto.
Stiamo passando rapidamente alla fase del disconoscimento, del disconoscimento di una Storia bimillenaria, gloriosa, spesso anche criticabile, certo, pure FEROCEMENTE criticabile, ma che tuttavia è la NOSTRA Storia, quella di una Civiltà, di un Popolo, di una Tradizione che accomuna comunque tutta Europa ed il mondo che ad essa fa riferimento.
Ma di cui evidentemente ci vergogniamo.
Così c'è chi pensa di sostituire la guglia del campanile della meravigliosa Notre Dame con un minareto (sì, avete letto bene, un minareto!), come risarcimento ideale per le vittime della moschea di Christchurch!
Certo, cosa conta che Notre Dame sia la Cattedrale di Parigi, in Francia, Europa, lontana 19.000 chilometri da Christchurch, in Nuova Zelanda, Oceania?
E cosa conta che sia tutt'ora una chiesa CATTOLICA?
Ed infine, cosa conta che essa sia solo l'ultima, la più famosa, delle chiese bruciate, profanate e/o vandalizzate in Francia?
Sapete quante sono state nel solo 1917?
Ve lo dico io, 878.
Ottocentosettantotto.
OTTO-CENTO-SETTANTOTTO!
Su un totale di eventi di questo tipo di 978.
Non vi pare piuttosto inquietante, che su 978 eventi di questo tipo solo  100 di essi siano estranei a chiese, monasteri, cattedrali e affini?
Eppure, ne avete sentito parlare voi, amici miei?
E lo sapete che nel frattempo dall'incendio di Notre Dame ho potuto contare almeno altri tre fatti simili, sempre in Francia?
Noooo?
Ma vah...?
Eppure tutto si spiega, quando nell'immediatezza del gravissimo attentato nello Sri Lanka, compiuto contro tre chiese e quattro alberghi di lusso fatti esplodere da sette terroristi suicidi islamisti, due  "autorevoli" soggettini, due che qualcosa hanno contato e contano nel mondo, parlo di Barack Obama e Hilary Clinton, nel fare i loro tweet di circostanza su quella tragedia non hanno trovato di meglio che definire i fedeli che affollavano le tre chiese cattoliche attaccate in occasione dei Riti Pasquali (la maggior parte delle vittime), come "Easter worshippers", letteralmente "Adoratori della Pasqua".
E in due tweet distinti...Non è certo un caso, ma una precisa presa di posizione pubblica.


Siamo giunti a questo punto, amici ad "Easter worshippers": il politicamente corretto è arrivato fino a questo punto.
Non ci chiamano nemmeno più cristiani, ora, ma "Adoratori della Pasqua"...
Come se fossimo una setta esoterica, o una sorta di P 2 della superstizione, degli strani personaggi un po' tarocchi che fanno cose strane...
Insomma, un po' quello che pensavano i romani all'epoca delle prime persecuzioni.
Saranno il prossimo passo?
Io temo di sì.
Temo che se continua così tra un po' ci siamo.
Prepariamoci.
Nel frattempo piangiamo questi poveri innocenti.
Sono "appena" 253 morti e circa 500 feriti (la maggior parte donne e bambini, anche molto piccoli), che sarà mai?





P.S. 
Sapete perché ho usato come foto introduttiva quella del Crocifisso insanguinato? Ve lo spiego: a parte il forte significato simbolico che quell'immagine ha, è stata l'unica che nella loro stolidità i signori dei social mi hanno fatto passare senza oscurarla.
Ma io VOGLIO che voi  vediate le foto di questi poveri bambini, uccisi mentre  in occasione della Pasqua festeggiavano coi loro genitori il Battesimo, o la Comunione, o la Cresima appena fatti.
Perché il Male bisogna guardarlo in faccia, per sconfiggerlo.
Sia maledetto non solo chi ha fatto, ma anche chi ha CONSENTITO tutto questo.

Riferimenti:


lunedì 15 aprile 2019

L'Inverno sta arrivando

Sta bruciando la Cattedrale di NOTRE DAME DE PARIS.
Nel preciso momento in cui scrivo giunge notizia che tutta la parte lignea superiore è crollata.
Un enorme patrimonio religioso, storico, culturale in pochi minuti sta evaporando sotto i nostri occhi.

Ce lo siamo meritati.
Tutti.
Da appassionato della nota serie "Il Trono di Spade", parafrasando il motto della Famiglia Stark di Grande Inverno, L'INVERNO STA ARRIVANDO!

Sta a noi unirci finalmente tutti insieme, amici e nemici, sovranisti e mondialisti, di sinistra e di destra, per far sì che dopo l'Inverno tornino la Primavera e poi l'Estate.
Non abbiamo alternative, non illudiamoci.

Perché sennò...
Prevarrà Lui.



E l'incendio si espanderà a tutto il resto.


lunedì 11 febbraio 2019

Raccontare il Venezuela

Fonte: Sky News




Cari amici, ricevo e pubblico questa drammatica testimonianza di una italo-venezuelana, la mia amica Patrizia Cantusci, giornalista de La Gazzetta di Modena.
Mi sono limitato a mettere le foto, aggiungere la nota col testo in spagnolo e italiano dell'articolo 233 della costituzione venezuelana e a dare un taglio grafico un po' diverso al suo appassionato scritto, che ho lasciato integro così come me l'ha dato.
Ho dei lontanissimi parenti in Venezuela (o almeno, i loro avi erano emigrati lì all'inizio del secolo scorso, i fratelli del mio bisnonno Antonio Abrusci di Bari, proprio quello caduto nella prima guerra mondiale di cui ho parlato qualche volta anche qui).
Di loro non so nulla e loro nulla sanno di me, ma anche da qui, paradossalmente, deriva il mio interesse verso la situazione attuale di quella potenzialmente ricchissima eppure disgraziata nazione sudamericana.


Patrizia è molto addentro alla situazione laggiù, dove ha vissuto almeno fino agli anni di tutta la sua adolescenza e oltre, di conseguenza ha molteplici contatti in loco che non fanno che ragguagliarla ogni giorno che passa, ogni giorno DISPERATO che passa.

Il Venezuela è in ginocchio, amici: è pieno di italiani di origine, di cultura e spesso anche di lingua, se non di passaporto, e dovremmo sentirlo assai vicino, fremere per le sue condizioni disumane, invece vedo che sulla base di semplici ideologismi e luoghi comuni un tanto al chilo si tende a difendere l'indifendibile, da destra come da sinistra.
Ebbene no, non ci sto!


Questo mio è un piccolo pulpito di provincia, ma per quello che posso fare non resterò con le mani in mano.
Fremere per i disgraziati che arrivano sulle nostre coste dalla Libia è facile, ma schierarsi apertamente contro Maduro no, lo capisco, perché in questo modo tacitiamo la nostra coscienza di anime belle da un lato e ci evitiamo di fare i conti con le nostre contraddizioni.

Che sono umane, certo, ma che ad un bel momento dobbiamo avere la forza di superare.
Anche se vanno contro le nostre convinzioni di una vita.
Se ci chiamiamo uomini.


Grazie per chi vorrà leggere e magari commentare, con educazione e rispetto, questo pezzo.
E grazie a Patrizia: io faccio questo blog per diletto, lei rischia molto di più.